Antincendio

GRUPPO COMUNALE VOLONTARI DI PROTEZIONE CIVILE TOLFA

Anno 2007 Anno 2008 13/14 Luglio Civitavecchia - Località Tramontana 25 febbraio Allumiere - Le Cave

15Luglio Tolfa - Località Bagnarello 12 Luglio S.Severa - Zona Industriale

27 luglio Tolfa - Località Rota 15 Luglio Tolfa - Via Canale

4/5/6 agosto Allumiere - Località Farnesiana 24 Luglio Allumiere - La Cavaccia

02 settembre Tolfa - Villa Comunale-Tolfa 31 Agosto Tolfa - Via del Lavatoio

02 ottobre Tolfa - Localita Piancisterna 02 Settembre Tolfa - Via U.Fondi

06 ottobre Tolfa -Località Baldoni 24 Settembre Tolfa - Riparoscia

08 ottobre Allumiere - La Cava 29 Settembre Civitavecchia - Tramontana

20 ottobre Tolfa - Località Baldoni 13 Dicembre Tolfa - SP 3/a

21 ottobre Tolfa - Località Quadron Grosso

 

Anno 2009 Anno 2010 25 marzo Tolfa - Casalaccio 22 luglio Canale Monter.-Stigliano

18 giugno Allumiere - Bivio la Bianca 23 luglio Tolfa - Loc. Seccareccia

15 agosto Civitella Cesi 25 luglio Tolfa - Loc. Parentina

30 agosto La Bianca-Bivio Fontanaccia 11 settembre Santa Marinella 8 settembre Tolfa - Loc. Bagnarello 12 settembre Tarquinia - Uscita A/12

14 settembre Tolfa - Zona Artigianale 16 settembre Tolfa - Prato del Clemente

16 settembre Tolfa -S.Severa Nord 19 settembre Tolfa - Strada Marano

1 ottobre Alumiere - La Farnesiana 3 ottobre Tolfa - Rota

10 Aprile Allumiere - La Castellina

14 Agosto Civitavecchia-Terme diTraiano

3 settembre Civitavecchia - Via Don Milani

 

Anno 2011

2 luglio Tolfa - Località La Rocca

14 agosto Tolfa - Località Pantanelle

5 ottobre Tolfa - Località Casalone

12 ottobre Tolfa - Località Rota

23 ottobre S.Marinella - La Perazzeta

 

Anno 2012

 

28 febbraio Tolfa - Località Castagneti 13 marzo Allumiere - La Castellina

14 marzo Allumiere - La Castellina 28 marzo Tolfa - La Pacifica

6 aprile Tolfa - La Lizzera 25 maggio Tolfa - SP 3/a Km 14

15 giugno Monteromano - loc.Il Morto 24 giugno Monteromano - Montericcio

25 giugno Monteromano - Montericcio 1 luglio Civitavecchia - La Ficoncella

11 luglio Tolfa - Pian di Nemo 15 luglio Tolfa - Riparoscia

19 luglio Tolfa - La Concia 20 luglio Tolfa - Il Rimessone

28 luglio Monteromano - Montericcio 10 agosto Tolfa - La Carlotta

11 agosto Tolfa - Comunali 12 agosto Tolfa - Comunali

13 agosto Tolfa - Comunali 14 agosto Tolfa - Comunali

19 agosto Allumiere - Il Faggeto 19 agosto Tolfa - Comunali

24 agosto Tolfa - Il Casalone 25 agosto - Tolfa/Blera - Riparossa

25 agosto Tolfa - Il Casalone 26 agosto Blera - Le Mole/Riparossa

29 agosto Tolfa - Uscita autostrada A/12 29 agosto Allumiere - La Cava

29 agosto Tolfa - Rota 30 agosto Allumiere - La Cava

22 settembre Allumiere - La Bianca "la Ganassa"

 

Anno 2013 Anno 2014

 

12 giugno Allumiere - Monte Urbano 3 luglio Tolfa - Località Cerrobuco

9 luglio Tolfa - Località Quadron Grosso

13 giugno Tolfa - Pian Cisterna 31 luglio Tolfa - Località Bagnarello

15 luglio Civitavecchia - Terme di Traiano 27 ottobre Allumiere - Via M.Fontana

31 luglio Civitavecchia - SP B.Claudia

8 agosto Civitavecchia -Campo Chimico

17 agosto Civitavecchia - Sassicari

21 agosto SP B.Claudia Km 35

10 settembre Tolfa - Travagli

21 settembre Civitavecchia - Terme di Traiano

26 settembre Tolfa - La Carlotta

 

Anno 2015 Anno 2016

 

21 luglio Allumiere - Località Spizzicatore 24 aprile Tolfa - SP 3/b Km 0.800

21 luglio Tolfa - Località Graziola 24 giugno SS Aurelia Km 48

6 agosto Civitavecchia - Colline dell'Argento 29 giugno Civitavecchia - Via Tazzini 7 agosto Cerveteri - Via di Ceri 31 luglio S.Severa - Via Cartagine

7 agosto S.Severa Nord - Località Le Caravelle 3 agosto Civitavecchia - Villaggio del Fanciullo

7 agosto SS Aurelia Km 49 (Furbara) 12 agosto Tolfa - Frazione S.Severa Nord

23 agosto Civitavecchia - Via Don Milani

23 agosto Civitavecchia - Via delBricchetto

 

 

Anno 2017

2 gennaio Tolfa - Località Le Spiagge

5 gennaio Tolfa - Via della Pacifica

26 maggio Tolfa - Località Pian Cisterna

19 giugno Tolfa - S.Severa Nord (Le Piane

22 giugno Canale Monterano - Bagni di Stigliano

3 luglio Tolfa - S.Severa Nord

3 luglio Tarquinia - Loc.Farnesiana

4 luglio Tarquinia - Loc.Farnesiana

6 luglio Tolfa - Località Rota

6 luglio Tolfa - SP 3/a (Loc.Grottini)

7 luglio Tolfa - S.Severa (Le Piane)

14 luglio Allumiere - Poggio del Macellaro

14 luglio Civitavecchia - Via delle Vigne

16 luglio Civitavecchia città

20 luglio S.Marinella - Via delle Colonie

2 agosto Tolfa - Via Ulderico Fondi

3 agosto Tolfa - Via Ulderico Fondi

7 agosto Tolfa - Loc.Marano -Passo di Viterbo

10 agosto Tolfa - Via Ulderico Fondi

12 agosto Cerveteri - Via Settevene Palo

16 agosto S.Marinella - Località Quartaccia

16 agosto S.Marinella - Via delle Colonie

29 agosto Manziana - La Caldara

30 agosto Allumiere - SP Braccianese Claudia

23 Ottobre Tarquinia - Loc. Turchina

 

 

 

 

 

 

 

A.I.B (Anti Incendio Boschivo) Regolamenti e procedure operative

 

Le Organizzazioni e i Gruppi Comunali di volontariato di Protezione Civile partecipano, secondo la normativa vigente, alle attività di Protezione Civile qualiprevisione, prevenzione, soccorso ricostruzioni post calamità.

I volontari appartenenti alle Organizzazioni di volontariato, dotati di adeguata preparazione professionale, di certificati di idoneità fisica ed in possesso di sufficienti mezzi ed indumenti protettivi possono essere impiegati nelle attività di spegnimento del fuoco, ai sensi della legge 353/00.

 

Per l’impiego del volontariato nella campagna A.I.B. è requisito indispensabile l’iscrizione al Registro delle Organizzazioni di Volontariato, sezione Protezione Civile.

Una volta iscritte, tutte le Associazioni/Organizzazioni dovranno attenersi alle seguenti direttive regionali:

-Volontari che operano direttamente sul fronte del fuoco, per lo spegnimento dello stesso dovranno essere in possesso di idonea certificazione, come da disposizioni di legge; inoltre, dovranno sempre indossare i Dispositivi di Protezione Individuale (tuta in tessuti idonei agli incendi boschivi, casco con visiera o occhiali, guanti e stivali);

-Volontari non impegnati come sopra (autisti, addetti alle attrezzature, etc.) dovranno indossare idoneo abbigliamento;

-Volontari dovranno astenersi dall’entrare in proprietà private in assenza delle istituzioni ( VV.FF – CFS – CC – WUU – PS – Polizia Provinciale ) o del proprietario della stessa, fatti salvi i casi di reale e immediato pericolo per persone, cose e/o animali. Rimane l’obbligo di informare le autorità competenti e la SOUP (Sala Operativa Unica Permanente).

-Le Associazioni/organizzazioni di volontariato, nell’ambito del coordinamento della SOUP, saranno autorizzate ad intervenire sull’incendio, tenendo aggiornata la stessa struttura sull’andamento dell’evento;

-L’uso dei dispositivi supplementari di emergenza (lampeggianti, sirena bitonale) regolarmente iscritti sulla carta di circolazione del veicolo dovrà esclusivamente essere autorizzato dalla SOUP secondo la vigente normativa;

-L’impiego dei mezzi antincendio di proprietà della Regione Lazio, fuori ambito territoriale, deve essere autorizzato dalla SOUP;

-Volontari devono mettersi a disposizione delle istituzioni ( Sindaco, CFS e VVF) e collaborare con gli stessi, d’intesa con la SOUP;

-Ogni squadra antincendio avrà un responsabile, il quale è il solo autorizzato a rapportarsi con le istituzioni tutte; A tale fine i volontari dovranno attenersi alle disposizioni a lui date;

-Per particolari interventi di natura straordinaria si dovrà richiedere autorizzazione al Direttore Regionale di Protezione Civile.

-Su valutazione del personale del CFS o, in sua momentanea assenza, dal personale dei Vigili del Fuoco qualora le circostanze ne determinassero la necessità, verrà richiesto alla SOUP l’intervento dell’elicottero regionale antincendio;

-In caso di intervento di mezzi aerei, i volontari dovranno, operando in sicurezza coadiuvare lo spegnimento secondo le indicazioni impartite dal diretto del fuoco;

-La /le squadre antincendio, a fine intervento, dovranno accettarsi dell’effettivo spegnimento del fuoco, provvedere alla bonifica del territorio e ad una ricognizione sullo stesso. Il responsabile della squadra, informerà la SOUP della fine dell’intervento specificando chiaramente luogo ed orario, le Associazioni/ Organizzazioni di volontariato e Gruppi comunali, d’intesa con la SOUP, effettuano attività di prevenzione e ricognizione antincendio su territorio comunale. Nel caso che nel/i Comuni limitrofi non vi sia presenza di squadre antincendio( anche comunali), possono estendere la loro ricognizione anche in questi territori.

Il personale del Corpo Forestale dello Stato ed il personale dei Vigili del Fuoco, opereranno sulla base delle esistenti convenzioni e degli accordi di programma stipulati con la Regione Lazio. Gli stessi e il responsabile delle squadre A.I.B. delle Organizzazioni di Volontariato, prima di effettuare qualsiasi intervento di spegnimento di incendio boschivo, verificheranno preliminarmente la sussistenza delle seguenti condizioni:

1)Sicurezza degli operatori (i volontari devono indossare idonee divise di protezione incendi D.P.I);

2)Osservazione dell’incendio (prima analisi del fenomeno in atto;

3)Individuazione delle vie di fuga

4)Individuazione della strategia di attacco, che dovrà avvenire in massima sicurezza.

Allo spegnimento da terra degli incendi boschivi, comprese le operazioni di bonifica, provvedono comunque le squadre A.I.B. costituite dai Volontari delle Organizzazioni di Volontariato in regola con la normativa vigente, dagli operai forestali degli Enti competenti, Comuni e Comunità Montane, dal personale dei parchi Regionali e Provinciali. Tale personale, equipaggiato con idonei dispositivi di protezione individuale opera con mezzi fuoristrada allestiti con moduli antincendio, con autobotti, con attrezzi manuali e meccanici.

Ogni squadra dovrà avere sempre una figura di Responsabile e sarà costituita almeno da un mezzo attrezzato e non meno di due persone. Le squadre A.I.B. possono svolgere i seguenti servizi pianificati e programmati dalla Sala Operativa Unificata Permanente Regionale (S.O.U.P) :

-Pattugliamento con mezzo fuoristrada leggero adibito con modulo A.I.B., consistente in spostamenti sul territorio intervallati con soste in punti panoramici o in luoghi strategici;

-Prontezza operativa garantita da squadre composte da due o più unità con autobotte o con mezzo fuoristrada allestito con modulo A.I.B.; tali squadre devono sostare in luoghi strategici, pronte ad intervenire su richiesta;

-Reperibilità assicurata tramite personale che si mantiene disponibile, pronto ad intervenire su richiesta.

 

A.I.B.

 

 

Indice argomenti:

 

I limiti del volontariato

 

Struttura del gruppo antincendio

 

Equipaggiamento personale

 

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UOMINI, ORGANIZZAZIONE LOGISTICA.

 

 

Il limite dei volontari è quello di non spegnere incendi per mestiere, ma solo nel tempo libero. Ciò li rende spesso meno esperti e capaci dei professionisti e più esposti ad errori e a critiche. Ciò che invece rende prezioso l’intervento dei volontari è l’entusiasmo che finisce per contagiare anche che viene pagato per questo lavoro.

 

E’ fondamentale che chiunque decida di affrontare questa dura attività estiva, si ricordi sempre che anche se è un volontario, quando ha deciso di partecipare ad una operazione di spegnimento, qualsiasi sia la sua mansione, non è affatto privo di responsabilità e di doveri verso gli altri volontari.

 

 

IL GRUPPO ANTINCENDIO VA STRUTTURATO IN MODO CHIARO IN BASE AI VARI MOMENTI DELL’ATTIVITÀ:

 

AVVISTATORI: fissi o mobili, possono anche essere ragazzi tra i 14 e i 18 anni di età. Essi devono essere buoni conoscitori della zona, della toponomastica locale e della viabilità, essere chiari e concisi nel comunicare via telefono o radio, essere dotati di radio VHF (o altro) o telefono cellulare binocolo ed eventuali carte topografiche. La loro presenza funge anche da deterrente per gli incendiari.

 

BASE: dove c’è sempre qualcuno a ricevere le segnalazioni, capace nel comunicare via telefono a radio avendo sempre ben presente la sequenza prestabilita di chiamate da fare, se possibile deve avere una buona conoscenza della zona (carte topografiche). Quando la segnalazione di un incendio è certa, la base avverte in primo luogo il coordinamento regionale antincendio del Corpo Forestale (numero verde 1515), quindi direttamente la squadra.

 

COORDINATORE DEI VOLONTARI: ha funzioni prettamente organizzative, di collegamento tra base e caposquadra, con il quale decide se, come, dove e quando intervenire sul fuoco; appresta i rifornimenti di acqua per le pompe e da bere, cibo, attrezzature per la squadra di spegnimento; prepara, comunicando con la base, eventuali squadre di ricambio.

Il coordinatore dei volontari si pone in posizione comoda lungo una strada o stradello da dove può seguire le fasi dello spegnimento, nei pressi del mezzo con l’attrezzatura ed i viveri di tutto il gruppo. Egli deve essere sempre in contatto e collaborazione con il coordinatore vero e proprio del Corpo Forestale, figura ufficiale che dirige tutte le operazioni, comprese quelle dei volontari (a volte, nel caso ci siano pochi uomini disponibili, il coordinatore dei volontari può essere del tutto sostituito da quello del Corpo Forestale che potrà usare la radio dei volontari).

Sarà dotato di radio o cellulare,, di binocolo, carta topografica della zona, bussola, cassetta del pronto soccorso, se possibile di penna e taccuino ove annotare numeri telefonici, frequenze, nominativi, fasi dell’incendio, ecc. In molti casi è utile che sia coadiuvato da un volontario che assume il compito di staffetta. Risulta evidente come il coordinatore dei volontari deve essere una persona con esperienza, capacità organizzative e comunicative, conoscenza dei luoghi ed abilità nell’evitare le inutili discussioni che spesso esplodono tra i curiosi e chi si da fare

 

CAPO SQUADRA: dirige le fasi di spegnimento e di rifornimento, a lui spetta sempre l’ultima parola in materia è il più esperto, è un conoscitore dei luoghi, dei componenti della squadra, delle condizioni in cui si opera, sa “farsi sentire” senza esagerare, partecipa egli stesso alle operazioni di spegnimento. Comunica via radio con il coordinatore dei volontari e con squadra rifornimento.

Il ruolo del caposquadra è sicuramente il più difficile e quello che comporta la maggiore responsabilità, gli altri membri della squadra devono tener conto di ciò coadiuvandolo nel prendere decisioni, evitando inutili discussioni durante lo spegnimento: critiche e rimostranze si faranno dopo con calma. La cosa più importante che deve sapere il caposquadra è quando ritirarsi dal fuoco.

 

 

SQUADRA DI SPEGNIMENTO: capo compreso, richiede a chi la compone buone doti di resistenza fisica, capacità di mantenere la calma nelle situazioni pericolose ma prontezza di riflessi, abilità nel muoversi su terreni accidentati, spirito di gruppo. E’ importante che nella squadra che opera sulle fiamme i principianti siano sempre in forte minoranza (1/5), affidati ciascuno ad un volontario più esperto ed impiegati solo in operazioni di consolidamento e bonifica.

 

POSSIAMO INDIVIDUALE PER SEMPLICITÀ TRE TIPI DI SQUADRA DI SPEGNIMENTO:

 

Squadra minima, squadra completa, squadra con autopompa.

 

SQUADRA MINIMA: composta da 4 o 5 persone (una autovettura) dotata di attrezzatura manuale e meccanica leggera (decespugliatore, soffiatore, ecc.); Agisce nel primo intervento in caso di principi di incendio o di incendi di steppa. E’ il nucleo minimo di persone che possa operare sul fuoco con una qualche efficacia; la durata della sua azione è breve e quindi può fare a meno del coordinatore e della squadra di rifornimento, è opportuno comunque che anche questa squadra sia collegata con la base per comunicare eventuali difficoltà o necessità di rinforzi.

SQUADRA COMPLETA: composta da 6 a 12 persone, dotate di attrezzatura manuale e meccanica leggera. Questa squadra necessita sempre del coordinatore e della squadra di rifornimento (2 - 8 persone). Il numero di persone che operano nella squadra di spegnimento non deve essere superiore alle 11 - 12, per non creare difficoltà di direzione e coordinamento al caposquadra. Se si dispone di un numero superiore di persone e la situazione lo richiede è bene creare un’altra squadra con rispettivo capo, seguita sempre dallo stesso coordinatore. Una squadra completa può affrontare anche incedi di macchia bassa e incendi in boschi radi (sugherete) se non c’è troppo vento.

 

SQUADRA CON AUTOPOMPA: composta da 3 persone, dotata anche di attrezzatura manuale, oltre che della pompa e serbatoio portati dal fuoristrada. Il ruolo del coordinatore viene assunto da una delle tre persone portate dal mezzo, che si occupa della pompa e dei collegamenti. Il capo squadra interviene con un altro volontario alternandosi alla lancia.

La squadra con autopompa non necessita di quella con rifornimento, ma può essere coadiuvata da un’altra (minima o completa) per operazioni di bonifica o di spegnimento in altre parti dell’incendio non raggiungibili con l’acqua. L’impiego di un’autopompa rende più efficace l’intervento nel raggio di 100 - 150 metri da dove questa può arrivare, permettendo, in alcuni casi, di intervenire anche sulla macchia alta.

 

SQUADRA DI RIFORNIMENTO (O DI SUPPORTO): si occupa di portare acqua potabile (con integratore salino) e vivande agli uomini della squadra di spegnimento e si occupa di rifornirli di acqua per le pompe a zaino, miscela per i decespugliatori e di altre attrezzature che via via si rendono necessarie durante le varie fasi dell’intervento. Richiede a chi la compone una minore preparazione, ma non minori fatiche. Comunque ne farà parte anche qualcuno che conosce bene il terreno ed i sentieri. Non c’è netta separazione tra i componenti della squadra di rifornimento e quella di spegnimento in quanto possono alternarsi o sostituirsi tra di loro, di questi cambi bisogna sempre informare caposquadra e coordinatore, così come del percorso seguito dai rifornimenti. A questo proposito, se si decide di organizzare un gruppo antincendio senza aver mai avuto esperienze dirette, è bene, dopo essersi preparati teoricamente (corsi antincendio boschivo), farlo presente al coordinatore ufficiale (C.F.S.), e dedicarsi la prima volta solo alla bonifica degli incendi e solo dopo aver completato l’organizzazione ed affidandosi al coordinatore ufficiale ed alle squadre professionali, si potrà cominciare ad attaccare il fuoco direttamente.

 

E’ molto importante, infine , che ci sia sempre qualcuno che si occupi della manutenzione dei mezzi, del loro reperimento, acquisto e dei fondi necessari, che si occupi di reclutare i nuovi volontari, pubblicizzare l’attività svolta e di mantenere gli indispensabili rapporti con le istituzioni ( Comune, Provincia, Regione, Corpo Forestale dello Stato, Vigli del Fuoco, ecc.) e le eventuali altre associazioni. Uno o più responsabili possono dedicarsi queste cose, sempre con l’aiuto di altri volontari. Senza queste attività non è possibile nessun tipo di lotta antincendio. Prima dell’estate il gruppo antincendio prepara al meglio le attrezzature ed i volontari stessi organizzando veri e propri corsi ed esercitazioni all’uso di attrezzi e mezzi (senza fuoco naturalmente!)che aiuteranno a definire l’indispensanbile struttura organizzativa. Per questo fine non bisogna esitare a chiede collaborazione a chi ha più esperienza nel campo (C.F.S., VV.F F., altre associazioni di volontariato).

 

Fanno parte della preparazione di un volontario antincendio: nozioni di pronto soccorso, capacità di usare le ricetrasmittenti, buona conoscenza della topografia locale, qualche nozione di meccanica. Bisogna ricordare che il volontariato antincendio boschivo è considerato ormai parte del Servizio Nazionale di Protezione Civile, istituito dalla legge 24/02/92, n° 225, assieme a: Corpo Nazionale dei Vigli del Fuoco (componenti fondamentali), Forze Armate, Forze di Polizia, Corpo Forestale dello Stato, Servizi Tecnici Nazionali, Croce Rossa Italiana, Servizio sanitario Nazionale, Volontariato, Corpo Nazionale di Soccorso Alpino.

 

Perché l’associazione di volontariato venga riconosciuta tale deve risultare iscritta nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato, così come prescrive la legge 11/08/1991, n. 266. Questa legge definisce l’attività di volontariato (art. 2) come quelle prestate in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l’organizzazione di cui il volontariato fa parte, senza fini di lucro, anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà.

 

Inoltre obbliga l’assicurazione degli aderenti all’organizzazione, contro infortuni e malattie connessi allo svolgimento dell’attività stessa, nonché per la responsabilità civile verso i terzi (art. 4).

 

L’Iscrizione ai registri regionali è condizione necessaria per accedere ai contributi pubblici nonché per stipulare le convenzioni e per beneficiare delle agevolazioni fiscali (art. 6).

 

Si possono stipulare convenzioni tra organizzazioni di volontariato e Stato, Regione, Province Autonome, Enti Locali, ecc.(art. 7). La convenzione contiene disposizioni dirette a garantire l’esistenza delle condizioni necessarie a svolgere con continuità l’attività oggetto della convenzione stessa.

 

La copertura assicurativa è elemento essenziale della convenzione e gli oneri relativi sono a carico dell’Ente con il quale viene stipulata.

 

Questa legge, infine, prevede che i lavoratori, facenti parte delle organizzazioni iscritte nei registri personali, per espletare attività di volontariato possano usufruire di particolari forme di flessibilità dell’orario di lavoro o di turnazione (art. 17).

 

 

EQUIPAGGIAMENTO PERSONALE.

 

E’ molto importante che chi interviene sul fuoco sia equipaggiato al meglio per l’efficacia del lavoro ma soprattutto per la sicurezza; ed è per questi motivi che una squadra di volontari ben equipaggiata viene presa in maggior considerazione dal Corpo Forestale e dai Vigili del Fuoco.

 

Scarponi di cuoio: sono l’elemento più importante assieme alla tuta, permettono di muoversi su ogni terreno proteggendo i piedi da asperità, spine e dal calore delle braci su cui spesso si deve camminare. Devono essere in cuoio con suola anticalore, comodi possibilmente alti (tipo "anfibio"). Assolutamente sconsigliati gli scarponi da trekking di nuovo tipo; infatti, anche se sono molto comodi, la loro suola così come la tomaia sono estremamente vulnerabili al calore; per lo stesso motivo anche i lacci devono essere in cotone. E’ bene usare scarponi già collaudati, perché durante un incendio si può camminare molto. Esistono in commercio appositi stivaletti antincendio ma per quanto utili, sono poco adatti ai continui spostamenti su terreni accidentati.

 

 

 

 

 

 

 

 

Tute da lavoro: si possono trovare in commercio molte tute specifiche in materiale ignifugo e termoisolante il cui costo però ne rende poco realistico l’uso per il volontariato. Trovano soddisfacente impiego le tute in cotone (100% da evitare categoricamente le tute in poliammide o simili) intere con rinforzo sulle gambe. La tuta deve avere maniche lunghe per proteggere le braccia da spine e calore. Alla base i pantaloni devono essere dotati di un elastico o meglio di un sistema tipo "veltro" per chiuderli sugli scarponi, inoltre la tuta dovrebbe essere dotata di almeno un a tasca con chiusura. Il colore deve essere rosso o arancione e non "mimetico", infatti tutti devono essere ben visibili a distanza per motivi operativi e di sicurezza. Si possono poi applicare bande fluorescenti su braccia e schiena per essere visibili di notte.

E’ importante che la tuta si possa indossare velocemente, e che abbia la chiusura lampo protetta. Sotto la tuta va sempre indossata una maglietta di cotone.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cinturone: di tela o di cuoio molto largo, dotato di anelli o moschettoni, serve per portare la borraccia, i guanti, eventualmente il casco o la radio o la roncola nel suo fodero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Borraccia: ogni volontario deve avere con sé una borraccia da un litro, piena d’acqua, portata a tracolla o alla cintura. Il sole estivo, il duro lavoro fisico, il calore del fuoco disidratano in breve tempo ed in queste condizioni si arriva a bere più di un litro d’acqua l’ora .Per ovviare alla perdita di sali dell’organismo e alla conseguente stanchezza si può aggiungere all’acqua un integratore salino o si possono portare a parte delle tavolette di integratore per uso sportivo.

 

 

 

 

 

 

Casco: da lavoro, bianco o giallo, è ingombrante nella vegetazione intricata ma protegge da eventuali cadute di rami o sassi dall’alto o più comunemente da movimenti maldestri. Ci sono caschi dotati di visiera trasparente che protegge il viso dal calore, questa però è piuttosto ingombrante. Allo stesso scopo si possono usare degli occhiali da lavoro a maschera che proteggono gli occhi anche da fuliggine e in parte da fumo. Si ricorda che comunque è bene conservare una pronta sensibilità al calore che permetta di allontanarsi in tempo da zone pericolose. Chi utilizza la motosega o il decespugliatore deve invece indossare un casco con l’apposita visiera in rete metallica per proteggersi dalle schegge prodotte da questi attrezzi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fazzoletto: un grande fazzoletto umido portato sul viso può proteggere dal calore e dalla fuliggine, in parte anche dal fuoco; la sua efficacia non è molta ma è semplice portarlo al collo.

 

 

 

 

 

 

 

Torcia: molto comode quelle piatte rettangolari con una pila da 4,5 V, che si portano in tasca facilmente. E’ bene portarla quando si prevede di dover restare anche dopo il tramonto. Se non fossero costosi si potrebbero usare i cosiddetti "frontalini" elettrici da speleologo, da portare sul casco in modo da avere le mani libere.

 

 

 

 

 

 

Bisaccia o zainetto: fa parte dell’equipaggiamento personale ma non si porta sull’incendio, si lascia presso il coordinatore dei volontari contiene qualche indumento di ricambio, una felpa, una giacca a vento, eccetera ( quando si torna dal fuoco si è sempre fradici di sudore e acqua). Nella bisaccia ci sarà anche qualche cosa da mangiare e da bere, la torcia, lacci per scarpe e altri oggetti personali. L’ingombro deve essere minimo e sulla bisaccia deve essere scritto il nome del proprietario per esaudire richieste.

 

 

Coltellino da campeggio: non è indispensabile, ma è meglio che qualcuno della squadra lo abbia con se.

 

 

Esempi di altri attrezzi A. I. B.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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